domenica 21 giugno 2015

Un ricordo per Settimio Garritano

A quasi un anno dalla mostra fotografica People di Settimio Garritano, organizzata da Photo Polis al Palazzo Civico delle Arti di Agropoli (SA), pubblichiamo il testo della presentazione del catalogo della mostra, scritto da Massimo Vicinanza.


“Ecco… ecco, ora la luce è quella giusta”… uno sguardo rapido alla scena, tempo, diaframma e click!

Uno scorcio della mostra fotografica di Settimio Garritano al
Palazzo Civico delle Arti di Agropoli (SA)
(1 agosto 2014-15 settembre 2014)
Settimio, tutti lo conoscevano con il suo nome di battesimo, scattava sempre col cuore e con la luce. Nella sua mente c’era poco spazio per megapixel e programmi di post produzione. Non certo per mancanza di curiosità verso le nuove tecnologie quanto, piuttosto, per il rifiuto di dover modificare il suo rapporto con la vita. Infatti, sebbene negli ultimi anni avesse ceduto anche lui al digitale, l’informatica e affini erano argomenti che lo rendevano incredibilmente nervoso.

Di vecchia scuola “analogica”, Settimio raccontava storie di ogni genere scrivendole con la macchina fotografica; ma soprattutto riusciva con abilità a svelare l’animo più intimo delle persone. Lo faceva con quella leggerezza che appartiene solo a chi è consapevole delle proprie capacità ed è padrone del mezzo.

Doti come l’indole e il carattere, e anche la tecnica acquisita con l’esperienza, sono stati di sicuro elementi essenziali per la sua carriera professionale, però il suo asso nella manica era l’intuito, alimentato da una sconfinata curiosità per il mondo e arricchito dall’abilità di cogliere l’istante unico con la luce adeguata.

Le sue fotografie rientrano fra quelle dei grandi autori, che si riconoscono e che restano impresse nella memoria anche se osservate per pochi secondi, così, di sfuggita. A volte capitava che fossero sgranate, sfocate, mosse e molto spesso soggette alla limitata capacità di registrazione che differenzia la vecchia pellicola dai moderni supporti digitali. Ma erano sempre fotografie e non illustrazioni.

Quelli di Settimio sono gli scatti che ogni fotografo vorrebbe fare: foto “giuste”, come amava dire, perché giusta deve essere la luce che illumina l’attimo che non si ripeterà più.

Ci ha legato un’amicizia di lunga data e negli ultimi anni siamo stati molto vicini anche professionalmente. Non si arrabbierà se dico che da buon “artigiano” era diffidente e non rivelava mai a nessuno i “segreti” del mestiere. D’altra parte la sua generosità nei rapporti umani era dirompente, sempre sincera e senza altri fini.

Da Settimio ho imparato molto, non tanto di tecnica fotografica ma del modo di porsi rispetto agli eventi e alla gente. Il nostro è stato un rapporto di reciproco scambio e ci siamo spesso aiutati a vicenda, però oggi, a giochi fatti, gli sono irrimediabilmente rimasto in debito.


© Massimo Vicinanza

Catalogo della mostra ancora disponibile qui.

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